Ghost o Substack: da quale parte conviene far crescere la newsletter?
Ghost o Substack per una newsletter che parte da zero: scoperta dei lettori, costo con 25 o 100 abbonati paganti, dominio, mittente e migrazione.
In breve
Se parti senza pubblico e senza budget, Substack è la strada più corta: non c'è canone, si pubblica gratis e le raccomandazioni tra autori sono già nel prodotto. Quando arrivano gli abbonamenti a pagamento trattiene il 10% di ogni incasso, più le commissioni di Stripe. Ghost(Pro) chiede un canone fisso (Starter $15 al mese senza abbonamenti a pagamento, Publisher $29, Business $199, fatturazione annuale, letti sulla pagina prezzi il 7 ottobre 2026 allo scaglione da 1.000 membri) e nessuna percentuale. Conviene a chi vuole un sito proprio e prevede incassi sopra i $290 al mese, perché $29 sono il 10% di $290.
Le fonti sono la pagina prezzi di Ghost e la pagina di aiuto di Substack sui costi. Gli importi sono in dollari e non li convertiamo.


Come ti trovano i primi lettori
Il prezzo conta meno di quanto sembra finché non hai lettori. Per questo guardiamo prima a ciò che ciascuna piattaforma fa per farti conoscere.
| Strumento | Ghost | Substack |
|---|---|---|
| Raccomandazioni tra autori | Finestra che si apre a ogni nuova iscrizione; funzione in beta nell'amministrazione | Mostrate dopo l'iscrizione e, a scelta, sulla home; decide l'autore, nessun algoritmo |
| Directory | Il sito compare in Ghost Explore, su tutti i piani | Non verificato in questa pagina |
| Social web | Integrazione ActivityPub: i lettori seguono da Ghost, WordPress, Bluesky, Threads, Mastodon e altri | Non verificato in questa pagina |
| Passaparola | Programma referral tramite l'integrazione con First Promoter, su tutti i piani | Non verificato in questa pagina |
| SEO del sito | Meta tag, dati strutturati, sitemap XML e canonical su tutti i piani | Non verificato in questa pagina |
Per Ghost: pagina prezzi e guida alle raccomandazioni. Per Substack: l'annuncio delle raccomandazioni, che le descrive come non algoritmiche e le definisce ancora in beta. Dove scriviamo «non verificato» non abbiamo letto una fonte, e non significa che la funzione manchi.
La differenza pratica è dove vive il pubblico. Con Substack il tuo lavoro sta dentro una rete di newsletter che si raccomandano a vicenda, e il lettore che si iscrive a una vede subito le altre che quell'autore consiglia. Con Ghost la rete è più leggera: la directory, la finestra delle raccomandazioni e il social web portano visite, ma la scoperta passa soprattutto dal sito stesso, dai motori di ricerca e dai tuoi canali. Nessuna delle due pagine pubblica un numero di lettori garantito, quindi non prometterti una crescita misurabile prima di aver provato.
Costi con 25 e con 100 abbonati paganti
Prendiamo tre newsletter immaginarie, solo per fare i conti. Escludiamo le commissioni di Stripe, che gravano su entrambe.
| Scenario | Incasso mensile | Substack (10%) | Ghost Publisher |
|---|---|---|---|
| 25 abbonati a $7 | $175 | $17,50 | $29 |
| 60 abbonati a $4,50 | $270 | $27 | $29 |
| 100 abbonati a $8 | $800 | $80 | $29 |
Nel primo caso Substack costa $11,50 in meno al mese, $138 all'anno. Nel secondo le due strade sono quasi pari, con $2 di scarto. Nel terzo Ghost fa risparmiare $51 al mese, $612 all'anno. Se invece la newsletter è gratuita, Substack costa zero e Ghost almeno $15 al mese, cioè $180 l'anno, senza abbonamenti a pagamento, perché il piano Starter non li include. Oltre i 1.000 membri Ghost cambia scaglione e il prezzo si legge sul cursore della pagina; noi abbiamo letto solo lo scaglione da 1.000.
Con Ghost conta anche cosa compri con il canone. Starter ha un solo utente e una sola newsletter; Publisher arriva a tre utenti e tre newsletter e aggiunge temi personalizzati e abbonamenti a pagamento. Il dominio proprio è incluso in ogni piano. Con Substack il dominio proprio costa una tantum $50 e, come spiega la guida al dominio, le email partono comunque da un indirizzo substack.com.
Mittente, domini e deliverability
Chi manda a un pubblico professionale guarda l'indirizzo del mittente. Su Ghost il mittente con dominio proprio, con SPF e DKIM, è una funzione di Publisher in su: nello Starter manca. Su Substack il mittente resta un indirizzo della piattaforma anche dopo aver pagato il dominio. Se per te «scrive newsletter@tuonome.it» è parte del marchio, questo punto pesa più dei dieci punti percentuali di commissione.
Fatture, partita IVA e imposte
Le pagine che abbiamo letto non trattano la fatturazione italiana, quindi non scriviamo nulla su obblighi o aliquote italiane: parlane con il tuo commercialista prima di incassare. Quello che le fonti dicono è questo. Secondo la pagina Upcoming changes to tax on Substack, dal 1° dicembre 2026 Substack calcola, incassa e versa IVA o sales tax sugli abbonamenti al posto dell'autore, senza costi aggiuntivi. Per Ghost, la pagina Stripe Tax Integration (Beta) descrive un calcolo dell'imposta al checkout tramite Stripe Tax e precisa che Stripe non versa le imposte per te. In pratica: con Substack l'adempimento passa alla piattaforma, con Ghost resta a te.
Cosa succede se cambi idea
Partire da Substack e passare a Ghost più avanti si può fare, ma con due attenzioni. La prima: l'export della lista di Substack, per la sua pagina di aiuto, non contiene i nomi, quindi i saluti personalizzati vanno ricostruiti. La seconda: chi arriva da piattaforme come Substack deve usare lo stesso account Stripe, come indica la guida di Ghost a Stripe. Ghost importa ed esporta i membri in CSV su ogni piano. Chi sceglie Ghost fin dall'inizio non ha nulla da portare via: il sito e la lista sono suoi.
Chi dovrebbe scegliere cosa
Substack è la scelta giusta se stai verificando se qualcuno pagherebbe per i tuoi testi: non costa nulla finché non incassi, ti dà le raccomandazioni e un modo semplice per mettere un paywall, e puoi cambiare piattaforma quando i numeri lo giustificano. Ghost è la scelta giusta se hai già un pubblico altrove, se vuoi sito, archivio e newsletter sotto il tuo marchio con mittente tuo, o se prevedi di superare i $290 mensili di incasso. In mezzo c'è una terza possibilità: una piattaforma di newsletter senza commissioni sugli abbonamenti, come mostra il confronto tra beehiiv e Substack. Per chi deve ancora decidere come e quanto spesso scrivere, abbiamo anche la pagina sui tool per newsletter (in inglese), e per paragonare due alternative a Substack c'è Buttondown contro beehiiv (in inglese).
Domande frequenti
Esiste una versione gratuita di Ghost?
Ghost(Pro) non ha un piano gratuito sulla pagina prezzi: parte da $15 al mese con prova gratuita. Il software è open source e si può installare sul proprio server, ma allora gestisci tu aggiornamenti, backup e posta.
Substack porta più lettori di Ghost?
Nessuna delle due pagine garantisce numeri. Substack mostra le raccomandazioni agli iscritti nuovi; Ghost offre una directory, una finestra di raccomandazioni e il social web, ma la scoperta dipende molto dal tuo sito e dai tuoi canali.
Quanto costa Ghost oltre i 1.000 membri?
Dipende dal cursore della pagina prezzi. Il piano Business, a $199 al mese, copre fino a 10.000 membri, mentre oltre quella soglia il prezzo è su richiesta.
Posso passare da Substack a Ghost in seguito?
Sì. Esporti la lista, che arriva senza nomi, la importi in Ghost in CSV e colleghi lo stesso account Stripe se hai abbonati paganti. Pianifica una settimana di prova prima di mandare il primo numero dal nuovo indirizzo.